Imposte sull’importazione di oro in Svizzera

Nota: questo articolo è puramente indicativo e non rivendica la completezza né costituisce consulenza legale. Per informazioni specifiche, si consiglia di contattare un avvocato di fiducia o di richiedere informazioni presso gli uffici doganali regionali, l’Amministrazione federale delle dogane o il Dipartimento federale delle finanze.

Tassa sulle importazioni di oro dall’estero. Esenzione da IVA

Gli investitori europei che desiderano trasferire in Svizzera l’oro o gli altri metalli preziosi acquistati devono pagare la tassa di importazioni prevista al momento della transazione. La così detta imposta sull’importazione si basa sugli stessi principi dell’imposta sul valore aggiunta e dev’essere pagata al netto di ciascun bene. Sebbene l’acquisto di oro nel Paese di origine resti in gran parte esente da IVA, ciò non accade una volta che si attraversa il confine. Fortunatamente, in molti casi è possibile usufruire dell’esenzione da IVA quando si esporta oro acquistato come investimento.

L’applicazione di IVA è regolata in base alla legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto. Questa è stata introdotta in Svizzera su tutti i prodotti a partire dal 1995. L’articolo 107 della legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto, tuttavia, prevede che il Consiglio federale possa emanare disposizioni diverse. Ad esempio, l’Ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto ha introdotto varie esenzioni circa l’obbligo di IVA in relazione agli investimenti in oro.

Le eccezioni contenute nell’Ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto

Per quanto riguarda le eccezioni contenute nell’Ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto, si fa riferimento all’articolo 44. Nello specifico, le vendite di monete d’oro coniate dallo Stato con numeri di tariffa doganale uguali a 7118.9010 e 9705.0000 sono esenti da imposta. L’esenzione da IVA vale anche per l’oro acquistato a scopo di investimento e con una purezza minima di 995/1000. Inoltre, si ricorda che i lingotti d’oro devono avere un indice di purezza e riportare il timbro di un saggiatore-fonditore riconosciuto.

Anche l’oro sotto forma di granuli è esente dall’imposta, purché abbia una purezza di almeno 995/1000. A tale scopo, l’oro dev’essere pesato, imballato e sigillato da una saggiatore-fonditore riconosciuto. L’articolo fa riferimento anche ad altre forme di metallo prezioso, come l’oro grezzo o le materie prime, i così detti semilavorati, destinati alla produzione industriale ma meno interessanti per gli investitori privati. In questo senso, si includono anche le leghe costituite da due o più parti di oro. Ad esempio, se si parla di platino, la percentuale di oro deve predominare.

La Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto e l’Ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto sono integrate nella direttiva R-69-02 che riguarda le esenzioni fiscali sulle importazioni. Questa contiene disposizioni dell’Amministrazione federale delle Dogane e ha come scopo quello di garantire l’applicazione uniforme delle disposizioni in merito all’IVA.

Cosa significano i numeri di tariffa doganale 7118.9010 e 9705.0000?

L’articolo 44 dell’Ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto contiene i numeri di tariffa doganale che definiscono le monete d’oro. Ad esempio, il numero di tariffa 7118.9010 indica solo che i prodotti esportati o importati sono monete d’oro. Il numero di tariffa doganale 9705.0000 significa: “Collezioni o oggetti da collezione di valore numismatico”. Questa spiegazione in passato ha spesso creato confusione, poiché l’articolo 44 non fornisce una definizione ufficiale del termine “coniato dallo Stato”. Tra l’altro, c’era una disputa legale sullo status della moneta d’oro Ducato Austriaco.

-> La sentenza della Corte Federale 2C 159/2019 del 23 luglio 2019

L’Amministrazione Federale delle Dogane ha ripreso la seguente dichiarazione del Tribunale Federale:
“Le monete d’oro coniate dallo Stato ai sensi dell’articolo 44, paragrafo 1, lettera a), dell’Ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto devono essere considerate merci in oro garantite dallo Stato in termini di peso e contenuto e destinate a transazioni di pagamento. In questo senso, le riproduzioni non sono considerate monete.”

Di conseguenza, solo i Ducati storici degli anni compresi tra il 1872 e il 1915 sono considerati coniati dallo Stato, anche se ora vengono scambiati più come oggetti da collezione. Dunque, prendendo come ultimo anno di produzione il 1915, non si considerano le ristampe disponibili dal 1961 e prodotti dalla zecca austriaca per il mercato degli investimenti. Vale la pena sapere che la zecca di Vienna era già attiva, come oggi, nel coniare le monete legali in corso all’epoca.

Perché le barre e i granuli hanno bisogno di timbri riconosciuti?

I lingotti d’oro, per essere esenti da IVA, hanno bisogno del timbro di un saggiatore-fonditore riconosciuto. L’Amministrazione Federale delle dogane specifica questo nel suo documento: ” Disposizioni sulla fusione e sul saggio dei metalli preziosi “.

Le determinazioni di titolo effettuate all’estero sono riconosciute in Svizzera solo se emanate da saggiatori-fonditori riconosciuti. Gli elenchi corrispondenti possono essere consultati in internet:
LBMA good delivery list
LPPM good delivery list

Ciò significa che i lingotti d’oro che figurano nell’elenco dei buoni di consegna ufficiali della London Bullion Market Associaton (LBMA) sono considerati esenti dalle tasse di importazione.

Una sentenza del Tribunale federale del 1° novembre 2013 mostra il significato del timbro di un revisore dei conti autorizzato. Il processo riguardava l’importazione di lingotti d’oro in Svizzera da parte di un cittadino cinese. Sebbene queste barre avessero i valori di finezza richiesti, non avevano i timbri necessari. Dato che l’importatore aveva utilizzato il corridoio verde per non dichiarare le merci, mentre i metalli preziosi erano in realtà soggetti a tasse di importazione a causa della mancanza del timbro, i lingotti d’oro sono stati confiscati durante un’ispezione. La Corte Suprema Federale ha confermato questa decisione con la sentenza 2C 518/2013.

Riassunto punti più importanti:

I lingotti d’oro pressofusi e con timbro sono esenti da imposta, a condizione che abbiano una purezza impressa di almeno 995/1000. Devono inoltre essere contrassegnati con il timbro del produttore. L’elenco seguente contiene monete conosciute che restano esenti da imposte in Svizzera:

Nome della moneta d’oro Purezza Paese
American Eagle 916.7/1000 USA
Birds of Paradise 999.9/1000 Australia
Britannia 999.9/1000 Regno Unito
China Panda 999.0/1000 Repubblica popolare cinese
Goldvreneli 900.0/1000 Svizzera
Helvetia 900.0/1000 Svizzera
Krügerrand 916.7/1000 Sud Africa
Lunar Serie 999.9/1000 Australia
Maple Leaf 999.9/1000 Canada
Nugget Känguru 999.9/1000 Australia
Wiener Philharmoniker 999.9/1000 Austria

 
A differenza di quanto accade nei Paesi dell’Unione Europea (UE), le seguenti monete non sono esenti da imposte in Svizzera perché sono riproduzioni degli originali storici:

  • Austria: riproduzioni di uno ducato (anno 1915 ed emissione 1951)
  • Austria: riproduzioni di quattro ducati (anno 1915 ed emissione 1951)
  • Austria: riproduzioni di 10 corone (anno 1912)
  • Austria: riproduzioni di 20 corone (anno 1915)
  • Austria: riproduzioni 100 corone (anno 1915)
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