Quanto oro custodire in deposito?
Home page > Ulteriori informazioni > Investimenti in oro, argento, platino, palladio > Studio Reisebank: quota ideale di oro nel portafoglio
- 10 minuti di lettura
Lo studio di Reisebank spiega l'importanza di avere una quota di investimenti in oro
Non è una novità: in fasi di tensioni economiche, quando la crisi sembra imminente o accadono eventi geopolitici, le persone si rifugiano nell’oro. Questo fenomeno storico accade da migliaia di anni e persiste nell’attuale era digitale. Ma l’oro non produce interessi né rendimenti regolari. Anzi, il proprietario deve affrontare i costi di stoccaggio. Eppure, anno dopo anno, questo metallo prezioso registra notevoli incrementi di valore. Cosa rende l’oro fisico così unico, da far sentire le persone al sicuro e da attrarle, al di là del semplice valore patrimoniale? Un team di esperti di Reisebank AG ne parla in uno studio completo, che determina la percentuale ottimale di oro da inserire in un portafoglio di investimenti.
Disclaimer
In questo articolo vogliamo informarvi principalmente sui risultati dello studio Reisebank. Pensiamo che si tratti di informazioni interessanti se si intende investire in oro o espandere il proprio portafoglio. Tuttavia, le conclusioni non costituiscono un consiglio di investimento né possono sostituirlo. Per informazioni personalizzate mirate alle strategie di pianificazione degli investimenti del proprio capitale, si invita a contattare un consulente finanziario di fiducia.
I concetti chiave di questo articolo
- Il sondaggio dello studio "Goldinvestments 2024" condotto dal Centro di ricerca CFIN è stato alla base di un meta-studio di Reisebank AG, istituto bancario tedesco.
- Obiettivo era determinare l'importanza dell'oro fisico rispetto ad altri prodotti di investimento. Lo studio suggerisce di includere nel portafoglio una quota d'oro compresa tra il 5 e il 16%, a seconda di specifici fattori.
- Il meta-studio condotto da Reisebank "Gold im Portfoliokontext 2025" si è concentrato sui quattro temi principali: ottimizzazione del portafoglio, vantaggi fiscali dell'oro fisico, cautelarsi dall'inflazione e dalle crisi, aspetti emotivi degli investimenti in oro.
- L'analisi è stata condotta da esperti del settore finanziario, che hanno anche redatto il meta-studio.
- I risultati dello studio possono aiutare gli investitori a prendere decisioni sulla composizione del loro investimento e a determinare la giusta quota di oro nel loro portafoglio.
- Allo stesso tempo, le conclusioni dello studio aiutano i consulenti e i commercianti di metalli preziosi a fornire assistenza alla loro clientela. In particolare, la tesi sul peso emotivo dell'oro fisico può ampliare la fascia di pubblico interessato a investire in metalli preziosi.
Una panoramica del meta-studio "Oro nel contesto del portafoglio di investimenti"
Reisebank AG, uno dei principali operatori istituzionali nel settore dei metalli preziosi in Germania, ha condotto uno studio di grande impatto, dal titolo “Goldinvestments 2024” (in italiano: Investimenti in oro nel 2024). CFin – Research Center for Financial Services an der Steinbeis-Hochschule di Berlino si è occupato della conduzione dell’analisi dal punto di vista tecnico.
Successivamente, nel 2025 è stato pubblicato il meta-studio Gold im Portfoliokontext.
Per lo svolgimento dello studio sono stati intervistati 2.000 cittadini tedeschi di età superiore a 18 anni, tramite canali di comunicazione digitali. Lo scopo dell’indagine era esaminare il possesso d’oro e la sua origine, nonché i motivi dell’acquisizione d’oro. È stato inoltre chiesto quale fosse la forma di investimento preferita (lingotti d’oro, monete, titoli, barre da collezione o piani di risparmio in oro). Si è anche analizzato l’atteggiamento nei confronti dei metalli preziosi. Tra gli autori dello studio si ricordano il Dr. Jens Kleine, professore di Gestione e Finanza bancaria presso l’Università di Monaco di Baviera, e il Dr. Tilmann Gerhards, Membro del Consiglio di amministrazione di Reisebank AG, Francoforte sul Meno.
Punti chiave dello studio Reisebank
Il meta-studio condotto nel 2025 riesamina i risultati del sondaggio: a tal fine, gli autori hanno valutato criticamente i risultati, concentrandosi su quattro ipotesi di ricerca piuttosto comuni. L’obiettivo era determinare la rilevanza dell’oro in un portafoglio di investimenti. La prima tesi riguarda la quota ottimale d’oro da considerare per l’intero investimento di capitale da parte dei privati in Germania. La seconda mette in luce i vantaggi fiscali goduti con l’oro fisico, che non si applicano in tutti i Paesi. Il terzo aspetto riguarda il ruolo dell’oro come risorsa per proteggersi in momenti di crisi e dall’inflazione.
© magele-picture - stock.adobe.com
La quarta e ultima ipotesi considera l’oro come asset emotivo e ne analizza gli aspetti non monetari. Questa visione tiene soprattutto conto di quegli investitori che hanno un forte legame emotivo con i prodotti in oro e le cui decisioni di acquisto si basano più su motivazioni sentimentali che razionali. In effetti, secondo lo studio, l’aspetto psicologico gioca un ruolo cruciale, capace di attirare molti più investitori in metalli preziosi. Sia gli acquirenti che i commercianti d’oro possono trarre vantaggio da queste informazioni.
I prossimi paragrafi la informeranno sulle singole tesi del meta-studio, sul loro significato e offriranno una spiegazione dei risultati.
Tesi 1: Ottimizzazione del portafoglio
Al giorno d’oggi, sono diverse le opzioni tra cui scegliere per investire in oro: oltre al metallo prezioso in forma fisica come lingotti d’oro o monete d’oro, sono disponibili altri prodotti che consentono un investimento indiretto. Questi includono azioni di estrazione mineraria dell’oro, contratti futures sull’oro o piani di risparmio in oro. Secondo lo studio “Gold Investments 2024”, l’oro fisico come riserva di valore rappresenta soltanto circa il 3% del patrimonio complessivo: come gli autori fanno notare, una percentuale “troppo bassa se si considera il rapporto rischio-rendimento”.
Esperti e analisti si confrontano da tempo su quale sia la percentuale di oro nel portafoglio da considerarsi ottimale. Balza subito agli occhi che raramente si può contare su dati concreti: quel che è disponibile non è costante e dipende da vari parametri, come il periodo di investimento o le esigenze individuali. Tuttavia, l’efficacia dell’oro come componente in combinazione con altri è praticamente sempre vista positivamente. Il suo vantaggio? L’oro ha una bassa correlazione con altre classi di investimenti come azioni e obbligazioni, il che rende il metallo prezioso uno strumento di diversificazione adatto al portafoglio, secondo gli esperti.
Nella loro analisi, gli autori fanno ricorso al metodo Markowitz di ottimizzazione del portafoglio, ampiamente diffuso. Si tratta di un approccio sistematico e analitico, che mira a combinare diverse tipologie di investimento, in modo da massimizzare il rendimento e ridurre al minimo il rischio. Pertanto, le fluttuazioni di un investimento possono essere compensate da rendimenti stabili di altre attività. Gli investitori possono scegliere un portafoglio che si adatta alle loro preferenze di rischio individuali. Ad esempio, avvalendosi delle quattro diverse categorie: azioni, obbligazioni e immobili, nonché oro fisico come bene. Rispetto alle altre tipologie di asset, il metallo prezioso presenta i valori di correlazione più bassi. Ciò significa che l’oro mostra uno sviluppo autonomo e, a seconda del contesto di mercato, si comporta in modo indipendente o in modo inversamente proporzionale.
A seconda della propensione al rischio degli altri asset, la combinazione di oro nel portafoglio può quindi essere aumentata, ad esempio, in un range che va dal 6,7% al 10,2%, come forma di compensazione. Rispetto al metodo di calcolo scelto, si ottiene una percentuale di oro compresa tra il 5 e il 16%. L’importo si basa sulla propensione al rischio individuale, sulla gamma di investimenti scelta e sul periodo di investimento desiderato.
Tesi 2: Tassazione sull'oro fisico
I prodotti finanziari moderni che si limitano a riprodurre l’andamento dell’oro sono oggi soggetti a tassazione praticamente ovunque. A seconda della forma di investimento, il trattamento fiscale applicato sull’investimento in oro differisce in alcuni casi in modo significativo. La tesi espressa nello studio si concentra sugli aspetti fiscali in Germania, secondo cui i profitti derivanti dalla vendita di oro fisico rimangono completamente esentasse dopo un anno. Al contrario, gli ETC o i fondi sull’oro, ad esempio, sono soggetti a un’imposta sui redditi da capitale, applicando un’aliquota forfettaria del 25%, indipendentemente dalla durata del possesso. “Per gli investitori interessati al lungo termine, l’oro fisico può quindi rappresentare un vantaggio fiscale significativo”, spiegano gli autori. Ma questo vantaggio fiscale può essere applicato in tutto il mondo?
Mentre in Svizzera i guadagni su oro, valute e azioni sono esentasse e il patrimonio totale (compresi i metalli preziosi) può essere soggetto all’imposta sul patrimonio, in altri Paesi la situazione è diversa.
In tutto il mondo, l’acquisto e la vendita di oro bullion sono per lo più esenti da IVA; in tal senso si intendono lingotti d’oro e monete d’oro acquistati a scopo di investimento. La situazione è diversa quando si tratta di vendere i prodotti in oro. A seconda del Paese, vengono applicate tasse diverse, che si indirizzano alle persone fisiche con residenza permanente. Anche il possesso di oro può essere soggetto a tassazione. Di seguito è riportata una panoramica dei regimi fiscali nei principali stati.
- Svizzera: se i cittadini svizzeri vendono il loro oro, l'attività di vendita rimane esente da imposte sulle plusvalenze (ad eccezione dei venditori commerciali). Tuttavia, la proprietà dell'oro in Svizzera è parte del patrimonio imponibile complessivo. A seconda dell'importo del patrimonio, si applica un'imposta sul patrimonio tenendo conto delle franchigie, che viene calcolata in modo diverso da cantone a cantone. La base è il valore del metallo prezioso alla fine dell'anno civile, facendo riferimento all'anno fiscale precedente.
- Germania: una tassa sulla proprietà non esiste in Germania. Se l'oro viene venduto entro il primo anno dall'acquisto, i profitti superiori a 600 euro devono essere tassati annualmente. Tuttavia, dopo un periodo di possesso di dodici mesi, non si applica più l'imposta sugli utili.
- Austria: la vendita di oro fisico rimane esente da imposte sugli utili in Austria, dopo un periodo di possesso di dodici mesi. In caso di vendita entro un anno, la regola si applica alle operazioni di vendita private e viene riscossa un'imposta individuale sulla speculazione. In questo caso viene applicata una franchigia di 1.000 euro all'anno.
- Italia: se vivi in Italia, una vendita di oro bullion comporta un'imposta sulle plusvalenze del 12,5% sul profitto realizzato.
- Francia: quando si vende oro in Francia, possono essere applicate due regole diverse. In questo Paese viene riscossa la cosiddetta tassa sui metalli preziosi (TMP) ad un'aliquota del 11,5% sul prezzo di vendita, che si applica quando sono assenti dei documenti giustificativi di acquisto. In alternativa, sul profitto viene applicata un'imposta sulle plusvalenze (TPV) del 36,2%, la cui percentuale diminuisce in rapporto al periodo di possesso. Questa strada viene percorsa se sono disponibili documenti che comprovino l'acquisto.
- Spagna: in caso di vendita di oro in Spagna, la transazione è soggetta all'imposta spagnola sulle plusvalenze. Questa viene addebitata sulla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita e varia dal 19 al 23%, a seconda dell'importo del profitto.
- Regno Unito: le plusvalenze sono soggette all'imposta britannica sulle plusvalenze. Ne sono esenti le monete d'oro che hanno corso legale nel Paese e sono prodotte dalla zecca reale, come le monete britanniche Sovereign o Britannia.
- Stati Uniti: i cittadini che vendono il loro oro negli Stati Uniti sono fondamentalmente tenuti a pagare le tasse sul guadagno. In questo caso, l'importo dell'imposta sulle plusvalenze dipende dal periodo di possesso. Le vendite entro un anno rientrano nelle plusvalenze a breve termine e sono tassate all'aliquota dell'imposta sul reddito individuale. L'oro detenuto per più di un anno è soggetto a plusvalenze a lungo termine, con aliquote fiscali inferiori.
Nota
i regimi fiscali possono cambiare in tempi brevi. Per sicurezza, chiedi i valori attuali a un professionista fiscale del tuo Paese.
Tesi 3: L'oro come protezione contro l'inflazione e le crisi
La terza ipotesi dello studio di Reisebank punta i riflettori sull’oro fisico come protezione del proprio patrimonio in caso di incertezze economiche. Afferma che le valute possono diminuire di valore a causa di misure di politica monetaria, mentre l’oro come asset rimane indipendente dalla politica della rispettiva Banca Centrale. L’evoluzione storica del metallo prezioso mostra quanto esso svolga un ruolo stabilizzante nei mercati finanziari durante i periodi di alta inflazione e fluttuazioni dei prezzi. D’altra parte, le prestazioni dell’oro possono variare in fasi di condizioni economicamente stabili; pertanto, secondo gli esperti, dovrebbe essere utilizzato non come unica forma di copertura contro l’inflazione e le crisi, ma in combinazione con altre attività.
© Ded Pixto - stock.adobe.com
Tuttavia, l’oro possiede alcuni vantaggi che altri tipi di asset non sono in grado di offrire. Sostanzialmente questo è da attribuirsi alle proprietà fondamentali dell’oro: non può essere moltiplicato a piacimento, la sua presenza nella crosta terrestre è limitata. Inoltre, il suo approvvigionamento è difficile e costoso. Questi fattori fanno sì che non si scenda sotto un certo prezzo. Secondo lo studio, a favore dell’oro gioca anche la domanda globale e diversificata che, secondo le indagini periodiche del World Gold Council (WGC), proviene per il 51% dal settore della gioielleria. Inoltre, gli acquisti a fini di investimento rappresenterebbero il 26%, mentre il 13% sarebbe attribuibile alle banche centrali. Un ulteriore 8% è destinato ad applicazioni tecnologiche e sanitarie. “È proprio questa versatilità che contribuisce in modo decisivo al valore dell’oro e spiega perché sia considerato un bene a cui ancorarsi in tempi di crisi, al di là delle funzioni puramente monetarie”, giustificano gli autori.
Tesi 4: emotività e aspetti non monetari dell'oro
Di pari passo, lo studio evidenzia come l’oro sia considerato un bene rifugio soprattutto dalle generazioni più mature, mentre gli investitori più giovani tendono a preferire alternative digitali come i Bitcoin. Ma approfondendo l’indagine, anche la generazione digitale mostra sempre più interesse e disponibilità ad acquistare oro per la prima volta. Già questo fatto suggerisce come l’oro non sia solo una tipologia di investimento puramente funzionale o finanziaria, bensì anche carica di emotività.
L’oro ha un alto significato simbolico in molte culture ed è ampiamente considerato come un attributo di stato. Applicato nella gioielleria, il metallo prezioso non è solo un bene, ma un’espressione di tradizione, prestigio e appartenenza sociale; ad esempio, i gioielli in oro, soprattutto nella regione asiatica, sono stati parte integrante del patrimonio familiare per migliaia di anni. L’oro fisico, a differenza delle attività finanziarie astratte, trasmette un possesso tangibile. La ricerca dimostrerebbe che le persone attribuiscono per lo più un valore maggiore agli oggetti fisici rispetto alle risorse digitali o ipotetiche, affermano gli autori.
In effetti, il possesso fisico dell’oro è in grado di trasmettere sicurezza e ridurre i timori di perdite, soprattutto in tempi di crisi o in periodi di tensione economica. Inoltre, teorie del campo della psicologia affermano che le persone generalmente percepiscono le perdite in misura maggiore rispetto ai guadagni equivalenti: in questo contesto, l’oro fisico può fungere da ancora di salvezza e ridurre la percezione del rischio. Quindi, mentre le obbligazioni o le azioni saranno considerate più come investimenti razionali e puramente finanziari, con i prodotti in oro si aggiunge la componente emotiva. La conclusione degli autori è questa: “Gli aspetti non monetari e l’emotività sono particolarmente rilevanti in caso di oro fisico.“
Conclusione: tutti i risultati dello studio parlano a favore dell'oro
Ciascuno dei quattro assunti qui presentati, di per sé, fornisce già una base logica per cui si può affermare che vale la pena investire in oro. L’intero costrutto attorno a cui ruota lo studio “Gold im Portfoliokontext” di Reisebank fornisce il fondamento per la progettazione individuale di un patrimonio, che può tenere conto di tutte le esigenze e gli obiettivi degli investitori. In particolare, attraverso l’aspetto dell’emotività dell’oro fisico, il quartetto di investimenti fornisce un quadro di orientamento ampliato. Considera allo stesso modo fattori di influenza finanziaria, come aspetti emotivi e reali. Ciò consente di prendere decisioni di investimento non solo in modo razionale, ma anche in sintonia con gli interessi personali.